Ad una pudica redenta (a me grata)
Me la sbattevo
sotto il sole cocente di Corigliano
buttata su di un azzurro barcone di legno
- come un macellaio
sbatte la carne sul tavolaccio –
in quel fruttato odore marino
che inebriava i polmoni,
scuotevamo i flutti
con moti tellurici…funesti…
La gonfiavo di colpi, lividi e carezze!
“Ti ricorderò per sempre” mi disse
ed ingoiò – singhiozzando- il mio miele
come gli dei l’ambrosia!
venerdì 4 luglio 2008
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